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Percorso Didattico
I recentissimi accordi che la FEDERAZIONE ITALIANA NUOTO ha stipulato con i relativi Organismi e Ministeri competenti, riguardanti l'inserimento della Sez. Salvamento nel sistema della Protezione civile e l'abilitazione degli Assistenti Bagnanti al supporto delle attività di salvaguardia dell'ambiente, hanno comportato l'esigenza di aggiornare ulteriormente e adattare i percorsi didattici per la formazione dei tecnici, ai vari livelli.
In particolare è stato revisionato il percorso didattico per i corsi di Assistente Bagnanti, che ora risulta più definito negli obiettivi, nelle prove di ammissione ai corsi, nella scelta e nella strutturazione delle competenze da acquisire, nelle prove d'esame per la verifica delle acquisizioni culturali e tecnico-operative.
Obiettivi generali del corso
formare alla capacità tecnica e culturale per:
Federazione Italiana Nuoto
Sez. Salvamento - Assistenti Bagnanti
Obiettivi specifici
acquisizione delle competenze idonee a:
Modalità di ammissione al corso
Gli aspiranti dovranno dimostrare di essere in possesso di ottima abilità natatoria, quale si può acquisire con la frequentazione di corsi di Scuola Nuoto federale per almeno 300 ore. La verifica sarà effettuata, con apposita prova valutativa, dal Fiduciario o da Maestro delegato.
Queste le abilità di cui dare dimostrazione:
Sono esonerati dal sostenere la prova di idoneità i possessori di brevetto Istruttore FIN in regola con la convalida.
Struttura del corso
Relativamente all'assistenza dei bagnanti, possono conseguire i seguenti brevetti:
Il corso prevede, per il brevetto P, 40 ore di attività didattica frontale: 26 teorico-pratiche a secco e 14 in acqua; per quelli IP e MIP si aggiungono 4 ore in aula, su "ordinanze e regolamenti" e 4 ore in acqua, per esercitare la "voga".
Per completare la formazione si dovranno, poi, effettuare 10 ore di tirocinio presso strutture ritenute idonee dal Fiduciario responsabile del corso (dove applicate le normative federali e in cui operi un A.B. abilitato FIN) Il percorso didattico, così strutturato, risponde ai requisiti delle linee guida della International Life Saving Federation (I.L.S.), consentendo il riconoscimento dei brevetti nei Paesi aderenti.
Programma didattico
Tre sono le macroaree di formazione:
1. Conoscenza dell'ambiente, tecniche di gestione dell'impianto, tecniche di recupero del pericolante, normative.
2. Perfezionamento delle tecniche specifiche di nuoto
3. Tecniche di primo soccorso e rianimazione di base
Le conoscenze da acquisire, relativamente alla prima area concernono:
Riguardo la seconda area gli allievi acquisiscono le diverse tecniche di nuoto per salvamento per il soccorso al pericolante con e senza attrezzi di salvataggio.
La terza area, quella del primo soccorso e rianimazione di base prevede che il candidato sappia attivare correttamente il sistema di soccorso, che abbia chiare conoscenze di base dell'anatomia e fisiologia del sistema nervoso, di quello cardiocircolatorio e dell'apparato respiratorio; sappia riconoscere lo stato di coscienza, abbia completa padronanza dei protocolli di comportamento, delle valutazioni e azioni conseguenti e di tutto quanto attiene alla catena della sopravvivenza; sia a conoscenza delle problematiche relative all'annegamento, agli incidenti legati all'immersione; sappia fronteggiare le emergenze da termoregolazione, da emorragia, da trauma...
Il positivo completamento del percorso formativo viene verificato con una serie di prove valutative:
di tipo teorico per quanto oggetto delle lezioni teoriche
di tipo pratico "a secco", relativamente alle pratiche di prevenzione e soccorso a terra, in particolare:
Dovrà essere data dimostrazione di aver raggiunto almeno le seguenti abilità/capacità minime:
Nuotare m 100 a crawl in meno di 1’40”
Percorrere, in meno di 1’25”, m 50 così strutturati:
Nuotare m 25 in apnea recuperando tre oggetti intervallati di 5 m
Trasportare il manichino per 25 m dando dimostrazione di tre tecniche codificate
Le prove aggiuntive per conseguire i brevetti IP e MIP prevedono:
Condurre un’imbarcazione a remi (pattino) per almeno 100 m (sino a 50 m dalla battigia o dal pontile) con tecnica di remata in piedi e virata attorno alla boa di riferimento senza urtarla in alcun modo
il lancio del salvagente in acqua, verso un riferimento con recupero simulato.
Si ricorda che queste prove aggiuntive, nel caso del brevetto MIP, saranno effettuate al cospetto dell’esponente della locale Capitaneria di Porto.
Anche se non se ne prevede ancora la verifica in sede di esame, si esortano i Maestri di Salvamento a rendere capaci i candidati di nuotare almeno m 400 senza interruzione e, per i brevetti IP/MIP, a percorrere in sequenza m 200 di corsa, m 200 di nuoto e m 200 di corsa (adeguandosi in tal modo agli standard della International Life Saving).
Federazione Italiana Nuoto
Sez. Salvamento - Assistenti Bagnanti